PREGARE
(1 Tessalonicesi
5:16-18; Matteo 6:7)
Pregare: un atto che
dovrebbe essere semplice e naturale, mai fatto macchinalmente.
La preghiera costituisce
per il credente lo sfondo del quadro della sua esistenza, un intrattenimento
quasi permanente con Dio, per parlargli di quel che ci succede, a volte con
delle suppliche, senza dimenticare di ringraziare (Filippesi 4:6,7).
Ma questo non può
avvenire con delle formule prestabilite o delle ripetizioni.
Parole che escono dalle
labbra senza essere pensate, che preghiera sono?
No, pregare è trovarsi
realmente in presenza di Dio, è rivolgersi al Dio Onnipotente che il cristiano
conosce come suo Padre.
Qualcuno dice a
ragione:”il pregare, nel suo vero significato, è l’atto più intenso della
vita del cristiano, un atto più importante di quello di catturare l’attenzione
di un vasto uditorio”.
Nello stesso tempo è
alla portata di ciascuno, anche di un bambino.
Vi sono momenti da
mettere a parte per pregare, momenti di calma e di ritiro, il più possibile al
riparo dal mondo.
Presentarsi davanti a
Dio fin dal mattino è, per il vero cristiano, rinnovare quotidianamente una
benedizione particolare e una reale salvaguardia.
Terminare la giornata
raccomandandosi a Dio e rimetterli tutto quello che ci preoccupa, è preparare
la provvista più benefica per il domani.
Nel mondo così
indaffarato in cui viviamo, cerchiamo di trovare sempre il tempo per pregare,
come pure per leggere la Bibbia!
Parlare a Dio, ascoltare
Dio: due atteggiamenti gemelli.
Tratto dal calendario “IL BUON SEME”
edizioni “il Messaggero Cristiano”
Via Santuario, 26
15048 Valenza (AL)