Tenerlo sempre per mano
(Giacomo 1:5; Salmo
51:1)
Il mio bambino di quattro anni chiede con insistenza di
apparecchiare la tavola per gli ospiti.
Con tutta la sua buona volontà, impugna un cucchiaio di
porcellana cinese.
“Attento, è molto
fragile”! faccio appena in tempo a dirlo, che egli inciampa, il cucchiaio
gli sfugge di mano e si frantuma.
Il bimbo scoppia subito in lacrime e sembra inconsolabile:
desiderava fare le cose proprio per bene!
Invece di rimproverarlo, vado a prendere la salsiera
appaiata al cucchiaio e, asciugandogli le lacrime, gli dico: “Tieni, ma fa molta attenzione a portarla in
tavola”.
Qual è stata la sua reazione?
Con una mano ha preso la salsiera e con l’altra ha preso
la mia mano per farsi accompagnare in sala da pranzo.
Che lezione per me, e che esempio per ciascuno di noi!
Quante cose vanno in pezzi nella nostra vita, spesso per
colpa nostra!
Dio, più che rimproverarci per la nostra mancanza di
saggezza, vuole che prendiamo coscienza del bisogno che abbiamo in Lui.
Per mezzo del sacrificio di Cristo Egli ha provveduto al
perdono dei nostri peccati, siano essi stati commessi prima o dopo la nostra
conversione.
Se siamo dei credenti, non abbiamo più nulla da temere
perché abbiamo accettato il perdono di Dio. Ma se a volte ci accade di ricadere
negli stessi errori, confessiamogli
subito la nostra insufficienza e la nostra incapacità, come pure la nostra infedeltà, e affidiamoci al Signore e
alla Sua Onnipotenza. Egli ci rialzerà dalle
nostre sconfitte.
Per vivere felici e per piacergli, basterà afferrare la
mano che Egli ci tende.
Tratto dal calendario “IL BUON SEME”
Edizioni “il Messaggero Cristiano”
Via Santuario, 26
15048 Valenza (AL)