Le Sue tentazioni
e le nostre tentazioni
Perchè non abbiamo un Sommo Sacerdote che non possa
simpatizzare con noi nelle nostre infermità; ma ne abbiamo uno che in ogni cosa
è stato tentato come noi, però senza peccare (Ebrei 4:15)
Fino a che non siamo nati di
nuovo, l'unica tentazione che possiamo riconoscere è quella menzionata da
Giacomo: "Ognuno è tentato dalla propria
concupiscenza che lo attrae e lo adesca". Ma dopo la rigenerazione siamo innalzati ad
un altro regno ove incontriamo altre tentazioni, quelle del tipo affrontato dal
Signore Gesù.
Le tentazioni di Gesù non
toccano la nostra natura umana, non vi hanno nessuna presa; si muovono in sfere
differenti dalle nostre - fino a che non siamo nati di nuovo e diventati Suoi
fratelli.
Le tentazioni di Gesù non
sono quelle di un uomo, ma quelle di Dio fatto Uomo.
Per la rigenerazione, il
Figlio di Dio è formato in noi, e nella nostra vita fisica Egli si ritrova
nelle stesse condizioni in cui era sulla terra.
Satana non ci tenta di fare
cose malvagie, ma ci tenta per farci perdere quello che Dio ha messo in noi
rigenerandoci, e cioè la possibilità di esserGli
utili.
Satana non adotta la tattica
di tentarci a peccare, ma quella di alterare il nostro punto prospettivo; solo lo Spirito Santo può scoprire questa
alterazione ed avvertirci che è una tentazione del diavolo.
La tentazione è la prova cui
sono sottoposte le qualità peculiari di una persona, per opera di una forza
avversaria. Questo spiega la tentazione del Signore Gesù. Dopo che Egli ebbe
accettato col Suo battesimo la vocazione di caricarsi del peccato del mondo,
subito lo Spirito di Dio Lo fece affrontare la prova delle macchinazioni del
diavolo; ma Egli non cedette. Passò per la tentazione "senza peccare", e conservò intatte le qualità peculiari della Sua personalità.
Tratto
dal libro: "L'impegno per l'Altissimo" di Oswald Chambers edizioni
GBU