TESTAMENTO
REALE
(Galati
2:20; Efesini 5:2)
Del re Luigi XV la
storia spicciola ha conservato la celebre formula, che rappresenta il colmo
dell'egoismo e dell'irresponsabilità: Dopo di me il diluvio. In un certo senso
il diluvio cadde infatti nel 1789 sulla monarchia
francese rappresentata dal suo successore Luigi XVI. Di quest'ultimo
la storia ricorda soprattutto che fu un monarca debole e superato dalle
rivendicazioni popolari di cui non aveva valutato l'importanza e la gravità. Cosa che gli costò il trono e fece cadere la sua testa sulla
ghigliottina rivoluzionaria.
Ma se il sovrano
decaduto ha pagato con la sua vita le follie dei suoi predecessori, i cattivi
consigli ricevuti e i propri errori, siamo lieti di
leggere le espressioni della sua fede contenute nel testamento lasciato ai
posteri e contenuto nel museo Grévin. Ne
trascriveremo alcune espressioni:
«..... Abbandono la mia
anima a Dio mio creatore; lo prego di riceverla nella sua misericordia, di non
giudicarla secondo i suoi meriti, ma per quelli del nostro Signore Gesù Cristo,
che si è offerto in sacrificio a Dio suo Padre, per noi uomini, per quanto
indegni noi fossimo, a cominciare da me...»
Luigi, 25 Dicembre 1792
Il
re infelice non é sfuggito alla condanna degli uomini, ma
queste poche espressioni scritte di suo pugno ci permettono di affermare che il
giudizio di Dio non lo raggiungerà mai.
Tratto dal calendario “IL BUON SEME”
edizioni “il Messaggero Cristiano”
Via Santuario, 26
15048 Valenza (AL)