Guarire dalla pornografia
La mente è il
nostro organo sessuale più importante e dobbiamo averne cura per non cadere
nella infida trappola della dipendenza da immagini pornografiche.
L’attività sessuale ha
sempre esercitato una torte attrazione sugli esseri umani.
Fin dall’antichità
possiamo infatti trovare esempi di rappresentazioni erotiche affrescate sulle
pareti di qualche villa romana o su diverse anfore dell’antica Grecia.
Molti secoli sono
passati da allora.
Oggi quelle
raffigurazioni sbiadite ci fanno sorridere e le consideriamo quasi ingenue,
proprio perché siamo circondati da una gran quantità di immagini erotiche.
La legislazione
italiana nei confronti della pornografia è sufficientemente severa, ma
purtroppo difetta in modo clamoroso nell’applicazione delle norme e delle
sanzioni (oggi, diverse cose, nella
legislazione, sono cambiate - N.d.t.).
Il risultato è che in
ogni edicola chiunque può «buttare l’occhio» su certe pubblicazioni.
Attraverso un’ampia
offerta di materiale pornografico. esposto in bella vista, si crea un bisogno
solleticando l’attrazione innata e la curiosità dell’individuo nei confronti
del sesso.
In genere sono i maschi
ad esserne attratti maggiormente.
In questo modo, ci
stiamo lentamente abituando e non consideriamo più la pornografia come un
problema.
Storie di schiavitù
Se sapessimo invece che
cosa si nasconde dietro la moderna pornografia, non avremmo più tanta voglia di
sorridere.
Storie di dolore, di
schiavitù morale e psicologica, di dipendenze. di alienazioni e turbe della
sessualità e persino gravi crisi matrimoniali, nascoste all’interno di una
lacerante sofferenza privata.
Ascoltando le
testimonianze di molti giovani, salta subito agli occhi un elemento comune: il disagio con cui vivono la loro
situazione.
Molti provano una forte
frustrazione e non sanno come uscirne, spesso perché non sanno con chi parlarne.
Hanno paura di ammettere questa loro schiavitù privata e cercano di imparare a
convivere con i sensi di colpa che la loro coscienza genera loro.
Il valore terapeutico del senso di colpa: un approccio fuori moda?
La cultura moderna ha
imparato molto bene a nascondere i problemi morali.
L’approccio della
psicoterapia umanista è infatti quello di negare la colpa.
In quest’ottica,
viene suggerito di gestire le proprie pulsioni ed i propri desideri
considerandoli come la normale espressione di una sessualità che sta indagando
le svariate possibilità di utilizzare il proprio corpo.
Anche lo stile di vita
omosessuale viene giustificato nello stesso modo.
...ma la Parola di Dio
dice molto chiaramente che: «Dio ha creato l’uomo retto, ma gli uomini hanno cercato moli sotterfugi» (Ecclesiaste 7:29).
Quando compiamo delle
azioni che la nostra coscienza ci rimprovera, generalmente proviamo un certo
disagio. Chiunque pensa di affermare che questo disagio svanisce quando si
elimina il senso di colpa, trovando così una nuova liberta emotiva, è un folle!
Il senso di colpa è un
segnale d’allarme che Dio, nella sua eterna saggezza, ci ha messo nel cucre e dovremmo essergliene grati, perché esso ci aiuta a
discernere certi atti sulla base della morale. È la convinzione di peccato data
dallo Spirito Santo (cfr. Giovanni 16:8). lI disagio ed il senso di colpa che un giovane prova quando
indulge nella visione di materiale pornografico, culminando poi - nella
maggioranza dei casi - nella masturbazione, sono gli elementi dai quali egli
deve partire per liberarsi da questa schiavitù. Altro che sopprimerlo! Un senso
di colpa è negativo solo quando è ingiustificato, ma in questo caso non
lo è. Esso è l’accorato appello della nostra coscienza che ci avvisa del
rischio che corriamo intraprendendo questa
strada scivolosa e infida.
La pornografia non è innocua come sembra
A volte pensiamo che quello che facciamo nel privato non abbia una diretta conseguenza
sugli altri e perciò ci sentiamo sollevati da molte responsabilità morali.
Il materiale erotico
viene infatti utilizzato perlopiù di nascosto. Ma non ci rendiamo conto che la
persona a cui stiamo facendo del male siamo proprio noi stessi.
La pornografia ha degli
effetti sulla psiche umana che possono anche essere devastanti.
Molti giovani
confessano la loro totale dipendenza dalle immagini pornografiche e maledicono
in cuor loro il giorno in cui hanno comprato la prima rivista. Altri, invece,
raccontano che ne hanno fatto uso soltanto per un periodo limitato della loro
vita ed il potere di quelle immagini non li ha schiavizzati.
Questo dimostra che non
tutti reagiscono allo stesso modo di fronte ad uno stimolo, ma nel caso della
pornografia, purtroppo, sono in netta maggioranza quelli che ne vengono
coinvolti in maniera duratura.
Per guarire da questa
schiavitù, è importante identificare qual è il motivo che spinge a farne uso.
Alcuni motivi che possono spingere verso la
pornografia
1.
Il peccato. La Bibbia ci dice che ogni essere
umano nasce già contaminato dal peccato. Esso e il segno diabolico sulla nostra
natura decaduta a causa della disobbedienza di Adamo ed Eva. Questa natura ci
mantiene sotto il giudizio di Dio finché non ci ravvediamo e non ci rivolgiamo
con fede all’opera di Gesù Cristo sulla croce. Nel momento in cui ci ravvediamo
e chiediamo perdono a Dio, il peccato viene annullato, a condanna cancellata e
siamo partecipi del!a divina grazia salvifica. Tuttavia, ciò non significa che
perdiamo la capacità di peccare. Alla conversione, la nostra posizione
spirituale davanti al Signore cambia istantaneamente, ma rimane ancora molto
lavoro da fare per ripulire la nostra mente dagli effetti del peccato. È proprio
in queste ferite ancora aperte che si può annidare il germe della
concupiscenza. Poiché la nostra natura, se non ha una costante e profonda
comunione con il Signore, ha la tendenza a compiere il male, ecco che i nostri
desideri possono essere fortemente attirati dalla carne.
Il primo passo da fare per liberarsi dalla pornografia è ammettere che essa
è un peccato. Dunque è fondamentale mantenere una profonda relazione spirituale
con Cristo e lasciare che il Suo Spirito ci purifichi da ogni peccato. «Se
confessiamo i nostri peccati: Egli
é fedele e giusto da
perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità» (1 Giovanni 1:9).
2.
La solitudine. Una delle esigenze che
generalmente viene più sentita da ogni essere umano è il bisogno di compagnia.
La solitudine, nelle statistiche non solo giovanili, è ai primi posti
nell’elenco delle paure. In certi casi sembra addirittura che la solitudine sia
più temuta della morte. La pornografia, in questo caso. può sembrare un pallido
rimedio. La persona cerca sollievo alla sua solitudine proiettandosi in un
mondo fittizio nel quale gli stimoli intensi eccitino la sua fantasia.
L’identificazione con i personaggi impegnati nelle attività sessuali è il falso
supporto psicologico per avere una gratificazione momentanea.
Tuttavia, tale risposta al problema della solitudine, oltre ad essere un
surrogato deviante della sessualità, ostacola ancora di più la sua soluzione.
Infatti è più facile
gestire una donna di carta che una donna in carne ed ossa, che è soprattutto
una persona. La pornografia diventa così un sostituto di molti rapporti
sociali che si vogliono evitare. Le donne di carta sono sempre a disposizione, non parlano, non
hanno pretese, non si lamentano. Non pretendono un coinvolgimento affettivo. A volte, l’utilizzo di pornografia
può infatti indicare un disturbo della personalità in relazione al
rapporto con il prossimo. L’inconscia paura degli altri viene così compensata dalla immedesimazione con i protagonisti delle fantasie
erotiche, sostenute proprio dalla pornografia. I gruppi giovanili presenti
in molte chiese sono un grande aiuto per condividere i problemi e combattere le
tentazioni. «Portate i
pesi gli uni degli altri» (Galati
6:2). È perciò fondamentale comprendere l’importanza della comunione
fraterna sulla base della presenza costante di Cristo in mezzo ai Suoi figli.
«Poiché dove due o tre sono riuniti nel Mio Nome, lì sono Io in mezzo
a loro» (Matteo 18.20).
3.
Le carenze affettive. Spesso, le carenze
affettive patite nell’infanzia e nella preadolescenza
hanno bisogno di una compensazione. Se il bambino ha sofferto dei bisogni di
affetto e di accettazione mai completamente soddisfatti, può sviluppare una
tendenza a compensarli in modi diversi, manifestando aggressività, ansia,
scarsa stima di sé, manie, ecc. Silvia è cresciuta in un clima di freddezza
emotiva da parte dei genitori, che le ha provocato molte carenze affettive.
Alcuni anni fa cadde nella trappola della pornografia. Era attirata dal senso
di piacere e di felicità che sembravano provare le persone raffigurate in
quelle riviste. Nella sua mente, esse esprimevano ciò che lei invece non aveva
mai ricevuto: il piacere dell’affetto. Silvia, essendo una donna, è più legata
all’espressione emotiva della sessualità e perciò per lei ha più importanza
l’appagamento emotivo che quello fisico. La sua carenza di affetto trovava però
un palliativo nel contemplare quelle immagini in cui i protagonisti sembravano
cosi felici e gratificati. Ma questo fu un costante inganno perché. continuando
a fare uso di quel materiale, si trovò intrappolata in un circolo vizioso. Da
una parte associava il benessere emotivo al sesso, e dall’altra si sentiva
sempre più «vuota», perché quello non era il modo per affrontare il problema.
Per fortuna Silvia cominciò a provare un senso dì disgusto e quello fu il
campanello d’allarme per la sua stabilità affettiva e spirituale.
Il pericolo della pornografia sta infatti nella ripetuta esposizione alle scene
erotiche: la loro continua visione rafforza il modello di una sessualità
deviata. Se Silvia non se ne fosse accorta in tempo, avrebbe rischiato, nella
sua vita più adulta, di scambiare sempre il sesso con l’amore e considerare il
coito come l’unica espressione di unità. In questo modo, però, i suoi veri
bisogni affettivi non sarebbero mai stati soddisfatti. Qualunque carenza
affettiva abbiamo sperimentato nel passato, in Cristo possiamo trovare pienamente tutto l’amore di cui abbiamo bisogno. «In
questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che Egli ha amato noi e ha
mandato Suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati»
(1 Giovanni 4:10). È proprio
sulla consapevolezza di questo amore che dobbiamo basare la guarigione dei
nostri sentimenti, in quanto lo Spirito di Dio ci ha rigenerati, dandoci
risorse spirituali che prima non avevamo. «Se dunque uno è in Cristo, egli è
una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate
nuove. E tutto questo viene da Dio» (2 Corinzi 5:17-18a).
4.
Per scaricare le tensioni. Ognuno di noi si trova
a dover affrontare momenti di particolare tensione: sul lavoro, a scuola, in
famiglia. È una cosa normale. Ci
sono persone che affrontano tali momenti con un atteggiamento costruttivo,
mentre altre si lasciano schiacciare. Un pericoloso inganno è l’illusione di
poter allentare le tensioni interiori e i disagi emotivi e affettivi con metodi
sbrigativi come l’alcool o le varie sostanze stupefacenti. Tra questi metodi
troviamo anche la pornografia. Esattamente come un alcolista o come un
tossicodipendente, la persona che ne fa uso crede di potersi liberare dagli
affanni che la assillano, ma non si rende conto che invece si ritrova
intrappolata in una dipendenza sempre maggiore. Infatti, poiché anche la
pornografia dà assuefazione, con il passare del tempo avrà bisogno di stimoli
sempre più intensi per provare le sensazioni delle prime volte. La pornografia
illude il suo schiavo con una falsa libertà! Il tentativo di fuggire dai propri
problemi, trovando rifugio in qualche cosa che possa fornire una momentanea
soddisfazione, si manifesterà per quello che è in realtà: una triste discesa
verso ogni sorta di bassezza umana. Lo schiavo si renderà conto di avere un
padrone implacabile che manipolerà a suo piacimento la mente di coloro che si
sono avventurati nelle paludi dei suoi domini. Gesù Cristo invece ci indica una strada più efficace per scaricare le tensioni: «Venite a Me, voi tutti che siéte affaticati e
oppressi e Io vi darà riposo;.., imparate da Me... e troverete
riposo alle anime vostre» (Matteo 11:28-29).
Gesù promette riposo alle nostre anime, cioè anche alla nostra emotività. La Sua
azione riguarda tutto il nostro essere!
5.
La curiosità. Un altro motivo che può spingere ad utilizzare materiale
pornografico è senz’altro la curiosità. Questa è stata la molla che ha condotto
Luigi su quella strada. La curiosità di spiare nei segreti dell’intimità
altrui, per scoprire ciò che è nascosto, nell’ingenuo desiderio di imparare le
«tecniche» per gestire la propria sessualità. Purtroppo Luigi si è accorto
troppo tardi che ormai ne era divenuto schiavo. Poteva dominarsi per brevi
periodi. ma poi entrava in crisi, con una forma di dipendenza simile a quella
per la droga. Egli ha imparato a sue spese che a volte il prezzo della
curiosità è altissimo. La mente di Luigi si era intossicata ed i suoi schemi
mentali facevano seguire ai suoi pensieri sempre lo stesso percorso: a) il desiderio fa scattare la molla, b) il ricordo delle immagini rinforza
il desiderio concentrando su di esse i suoi. pensieri, c) la rapida soddisfazione del desiderio diventa il motivo
dominante delle sue azioni. La sua mente era bloccata in un circolo vizioso che
solo un profondo rinnovamento spirituale potè spezzare. La nostra mente deve essere purificata da tutta quella spazzatura e deve imparare a riformulare i suoi schemi di pensiero sulla base della
nuova vita in Cristo. «Fratelli, non
con formatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il
rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia
la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà» (Romani
12:2).
6.
La pressione dell’ambiente. Senza dubbio, gli stimoli visivi e sensoriali che i giovani devono affrontare
oggi sono molto più intensi di quelli di alcuni anni fa. Le trasformazioni
della società hanno favorito la perdita del senso del peccato. Ciò che dieci
anni fa era considerato «male» oggi viene tollerato. Domani verrà definito
normale. È difficile rimanere integri in una società permissivista, dove le
norme morali si sbiadiscono sempre di più e i limiti arretrano e spariscono. La
pressione che spinge le persone al peccato è alta. La pornografia è uno
strumento molto efficace. Purtroppo, tra i giovani, chi desidera rimanere al di
fuori di certi discorsi, di certi pensieri o di certe visioni, viene preso in
giro e ridicolizzato. Ma il Signore dice: «Guai a quelli che chiamano bene
il male, e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e
la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro!»
(lsaia 5.20). La Parola di Dio ci esorta a non partecipare alle opere
infruttuose delle tenebre, ma a denunciarle (Efesini 5:11-12). Noi possiamo
affrontare la forte pressione dell’ambiente solo con una profonda e radicata
convinzione biblica. Questo non
significa obbedire a regole astratte, ma significa stabilire un relazione
personale con una persona Gesù Cristo. È
Lui che ci aiuterà a gestire le nostre pulsioni, dandoci la forza per
affrontare le battaglie quotidiane e liberarci dalle nostre schiavitù. La
lotta alla tentazione si fonda sulla fedeltà di Dio e non sulle nostre forze
Dipende da quanto spazio operativo lasciamo allo Spirito Santo e non da più o
meno efficaci terapie psicologiche! «Nessuna tentazione vi ha colti che
non sia stata umana; però Dio è fedele e non permetterà che siate
tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi dar anche la via
d’uscirne, affinché la possiate sopportare» (1 Corinzi 10:13).
Gli effetti della pornografia
·
Crea dipendenza.
·
Altera i normali schemi mentali dello sviluppo sessuale a
scapito dell’espressione affettiva e spontanea della sessualità.
·
Propone modelli di sessualità deviata e perversa.
·
Esaspera il desiderio di mettere in pratica ciò che si è
visto, causando abusi sessuali e violenze.
·
Presenta un’immagine deformata della sessualità femminile.
·
Causa lo sviluppo di sentimenti sessuali aggressivi.
·
Incrementa la produzione e la diffusione di materiale
sempre più perverso.
·
arricchendo persone senza scrupoli sulla pelle degli
altri.
·
Predispone al fallimento matrimoniale, perché porta
all’interno della relazione affettiva un bagaglio ingombrante di dipendenza, di
modelli deviati, di eccitazione legata a determinati stimoli visivi.
Post scriptum
Anche se la
psicoterapia umanista la deride, non dobbiamo sottovalutare l’efficacia e la
potenza del dialogo con Cristo attraverso la preghiera!
Luigi e Silvia, i due
giovani menzionati nell’articolo, sono usciti da questa dipendenza perché hanno
avuto il coraggio di affrontare il problema nella maniera giusta: confessando
il loro peccato, chiedendo consiglio a qualcuno che poteva aiutarli, ma
soprattutto perché hanno posto la loro fiducia nella grazia di Cristo e nell’opera
rinnovatrice dello Spirito Santo.
Oggi possono dire di
avere conosciuto per esperienza la buona, gradita perfetta volontà di Dio per
la loro vita.
Marco
Distort
Tratto
da «ETHOS» 3/2000