Tema: ...«Fratelli, che dobbiamo fare?» (Atti 2:37)
LA SALVEZZA
“Or essi, udite queste cose, furon
compunti nel cuore, e dissero
a Pietro e agli altri apostoli: «Fratelli, che dobbiam
fare?»”
(Atti 2:37,
38)
INTRODUZIONE
Il
tema dell’incontro forse può sembrare scontato e superato per alcuni, ma è di
fondamentale importanza se vogliamo vivere anche nella nostra generazione, il
Risveglio Pentecostale che ha caratterizzato i nostri padri e le generazioni
passate. Corriamo il rischio di perdere le nostre radici se non restiamo fermi
sulla santa e benedetta Parola di Dio (Neemia 13:23, 24).
L’episodio
narrato in questo capitolo, avviene a Gerusalemme in occasione della festa
giudaica di Pentecoste.
Notiamo
che i presenti erano persone religiose, ossequiose della liturgia giudaica, ma
questa loro devozione non li conduceva alla salvezza. La religione fine a se
stessa infatti, con regole e prescrizioni lega solamente, mentre l’Evangelo di
Cristo dona salvezza e liberazione a quanti credono nell’opera del Figlio di
Dio.
Questa
libertà non è libertinismo o anarchia che genera caos e disordine, ma una vita
nuova secondo gli’insegnamenti di Cristo (Giovanni 14:23; Galati 5:13).
1.
L’URGENZA DELLA SALVEZZA
La
necessità della salvezza nasce in un cuore ferito dall’annuncio della Parola di
Dio guidata dallo Spirito Santo, la quale scopre ed evidenzia la condizione
della nostra anima (1 Tessalonicesi 1:5). Notiamo infatti, che:”or essi
udite queste cose, furon compunti nel cuore”
cioè trafitti, letteralmente trapassati con un ago, avvertendo un
profondo dolore (Ebrei 4:12, 13).
L’urgenza,
il bisogno della salvezza è dato dalla condizione peccaminosa di ogni individuo
che conduce inevitabilmente alla morte (Romani 6:23).
Il
termine ”peccare” indica mancare il bersaglio, fallire, trasgressione, e
anche iniquità (1 Giovanni 3:4).
Il
peccato si manifesta per commissione (commettere un’azione - Esodo
32:30) o per omissione (negligenza - Giacomo 4:17), e genera nel cuore
dell’uomo la colpa e la corruzione (Genesi 3:9-12; Romani 3:23).
La
predicazione cristocentrica e cristologica dell’apostolo Pietro, fece nascere
in realtà un senso di colpa nei cuori degli ascoltanti, che accusati di aver
crocifisso Gesù (v. 36) furono compunti, feriti e chiesero agli apostoli “che
dobbiam fare?’”.
·
Fu una richiesta collettiva. La salvezza è per ogni
individuo, v’erano infatti uomini provenienti da circa 16 paesi.
·
Compresero che ora dovevano fare qualcosa. Gesù aveva già compiuto
ogni cosa.
·
Era necessaria la loro partecipazione al piano di
salvezza. Per essere salvati dobbiamo credere al messaggio dell’Evangelo,
accoglierne l’invito e andare al Salvatore.
·
Si sottomisero alla responsabilità e alla guida degli
apostoli. Fratelli... diteci cosa dobbiamo fare.
2. LA NATURA DELLA SALVEZZA (RAVVEDETEVI...)
Dio
ha sempre desiderato avere comunione con la Sua creatura.
Ciò
che il peccato ha separato, il Signore per mezzo di Gesù Cristo ha ristabilito.
Per
riconciliarci con Dio è indispensabile il ravvedimento, pentirci chiedendo
perdono al Padre celeste.
Quest’opera
di grazia è:
·
Preparata dal Padre (Galati 4:4,5);
·
Compiuta dal Figlio (Giovanni 17:4);
·
Applicata dallo Spirito Santo (Giovanni 16:8-11).
L’azione
dello Spirito Santo descritta dal verbo “convincere” mette in
risalto le parti più nascoste del nostro cuore e quindi contemporaneamente convince
e condanna.
Questa
realtà rivela, che la convinzione del mondo non significa necessariamente la
sua conversione; si può infatti essere convinti, ma non convertiti.
La
convinzione vera, difatti genera un profondo pentimento nei cuori sinceri (2
Corinzi 7:10).
Questo
sentimento è espresso in tre forme:
·
Un cambiamento di pensiero che produce rincrescimento
o perfino rimorso per il peccato, ma non necessariamente una
trasformazione del cuore (Matteo 27:3);
·
Un cambiamento d’idea e di proposito prodotto da una
nuova conoscenza (Atti 26:28);
·
Un cambiamento di pensiero, di scopo e di vita che è il vero
pentimento (metanoia), ed è la base indispensabile per ottenere il perdono
dei propri peccati. Il vero penitente manifesta la consapevolezza della propria
colpa e corruzione, un disprezzo verso il peccato e riconosce
inoltre, la misericordia di Dio in Cristo Gesù (Salmo 51:1-10).
La
Salvezza si concretizza nella vita del penitente unicamente per FEDE, credendo
nell’opera di GRAZIA dell’amabile e misericordioso Signore. Il credente
infatti, mediante la fede si appropria direttamente e istantaneamente
dell’opera di Cristo Gesù e Lo riceve come personale Salvatore (Efesini 2:8;
Atti 10:43).
Esaminiamo
tre aspetti necessari e fondamentali della salvezza:
1. La Giustificazione. La giustificazione è un
atto sovrano di un Legislatore Perfetto, il quale in Cristo rende l’uomo, che è
colpevole e condannato, assolto e dichiarato giusto (Romani 5:1, 20, 21;
8:1, 24, 34). La radice, la base della nostra giustificazione è la redenzione
compiuta da Cristo Gesù (2 Corinzi 5:21). Dio infatti, ”non imputa” il
peccato al credente, non vi è in Lui più nessuna condanna. Gesù ha pagato il
nostro debito, prendendo il nostro posto (2 Corinzi 5:19).
Siamo stati riscattati, comprati col prezioso Sangue di Gesù, che ha un valore
inestimabile (1 Pietro 1:18, 19). Con il compimento del sacrificio di Cristo,
otteniamo la liberazione e la vita per mezzo della giustificazione (Romani 5:9,
18).
2. La Rigenerazione. Questa esperienza è caratterizzata dalla nuova nascita,
essa è determinante per la nostra salvezza. Nascere di nuovo è un imperativo
dichiarato da Gesù stesso: ...bisogna nascere di nuovo (Giovanni 3:5-8).
Quest’opera
è originata unicamente da due realtà divine: l’acqua (la Parola) e lo
Spirito Santo. Credendo e ricevendo il dono della grazia, abbiamo la gioia
di diventare per adozione figli di Dio, con un cambiamento, una metamorfosi
gloriosa, inspiegabile dall’uomo naturale, ma miracolosa e reale da parte di
Dio, che ci rende quindi partecipi della natura divina (Giovanni 1:12, 13).
Possiamo comprendere in parte questo miracolo, esaminando la metamorfosi del
bruco in una bella farfalla.
Con
la nuova nascita noi realizziamo:
·
Il passaggio dalla morte alla vita (1 Giovanni 3:14);
·
L’essere una nuova creatura in Cristo Gesù (2 Corinzi 5:17);
·
il rinnovamento della nostra mente (Romani 12:2).
3. La Santificazione. La santificazione nella vita del credente, evidenzia una
netta separazione dal mondo e una completa dedizione a Dio, contribuendo al
completamento dell’opera iniziata con la rigenerazione (2 Corinzi 7:1).
3. I PRIVILEGI ELARGITI DALLA SALVEZZA
Come
privilegi, vogliamo intendere quei benefici che scaturiscono dalla salvezza, e
si ottengono unicamente per fede, mediante la dispensazione della grazia di
Dio.
Quindi non per opere meritorie acquisite, né per capacità o qualità particolari
dell’individuo (Efesini 2:8, 9; Romani 11:6).
Ricordiamo
alcuni privilegi che rallegrano il cuore dei credenti:
·
L’elevazione a figli di Dio (Giovanni 1:12);
·
La promessa del dono dello Spirito Santo (Atti 2:38/b,
39);
·
L’appartenenza al corpo di Cristo (Atti 2:42);
·
La gioia del servizio (Atti 2:46);
·
La cura del buon Pastore (Giovanni 10:28);
·
La beata speranza (Tito 2:13);
·
La certezza della vita eterna e dell’eredità celeste (Tito 3:7).
CONCLUSIONE
“…Che dobbiam fare?”
Dio
illumini la nostra mente ed il nostro cuore, perché “avendo udite queste
cose…” possiamo esaminarci con sincerità.
Il
Signore ci liberi da ogni forma di pietà, e da un’apparenza di santità, non
cerchiamo il plauso dell’uomo, ma desideriamo unicamente l’approvazione del
nostro Maestro Gesù.
Permettiamo
allo Spirito Santo di compungere ancora il nostro cuore, in modo che come figli
di Dio continuiamo ad andare avanti, attendendo il ritorno del nostro amato
salvatore Cristo Gesù (Galati 1:10; 2 Timoteo 4:8).
Silvano Basile
XXXIV Incontro Nazionale Giovanile delle chiese A.D.I. tenutosi a Fiuggi (FR) dal 30/10 al 2/11/2009