
1.
Non mettere
in luce il tuo metodo più del necessario.
2.
Non predicare
nulla che tu no abbia già ben fissato nel tuo pensiero
(?).
3.
Usa il tono
ed il linguaggio di una madre senza ostentazione o imitazione di qualche uomo.
In tal caso daresti l’impressione di recitare una commedia piuttosto che
predicare un sermone.
4.
Non cercare
di ricordare troppo a memoria, ciò sarebbe d’ostacolo alla spontaneità e
altererebbe la libertà nell’esposizione.
5.
Sii sicuro di
riguardare a Dio, alla Sua gloria, al bene delle anime, avendo vinto sul tuo io
e sul tuo desiderio di piacere agli uomini.
6.
Le tue parole
siano dolci e poche. Siano pronunciate lentamente e non giungano più velocemente
di quanto il più impreparato uditore possa sopportare. Fai qualche pausa e
guarda negli occhi gli ascoltatori per assicurarti che recepiscono quanto vai
esponendo.
7.
Fai molta
attenzione alle tue emozioni, perché non siano fittizie o eccessivamente libere.
Potrebbero facilmente andare oltre i limiti o diventare un
artifizio.
8.
Predica
parlando o discorrendo con la gente, guarda le persone e non il soffitto o le
pareti, in particolare le persone più abbattute. Fai capire loro che il tuo
sermone è un vero parlare con loro, quasi che tu li inviti a
rispondere.
9.
Abbi cura di
non usare troppe parole.
10.
Sii certo
d’aver fatto comprendere alle persone il bene al quale le esorti e il male da
cui vuoi metterle in guardia.
11. Non usare la
Scrittura con leggerezza, non usarne eccessivamente, spiega le metafore e lascia
che un brano spieghi l’altro brano, che l’uno sia la chiave
dell’altro.
12.
Lascia che
sia la Scrittura ad istruirti e non questi suggerimenti.
13.
Sii sicuro di
nutrire te stesso. Usa ogni pausa per nutrirti altrimenti farà poco bene agli
ascoltatori e nessun bene a te.
14.
Porta con te
queste quattro candele:
La Scrittura senza
pregiudizi;
La vita e i pensieri d’uomini
degni;
Le tue stesse
esperienze;
Le condizioni delle
persone
15.
Dirigiti da
qualsiasi parte piuttosto che ammucchiare senza criterio le cose spirituali e
annoiare i più deboli.
16.
Dopo aver
illustrato un concetto, non andare avanti senza aver parlato di qualcosa di
concreto per illustrarlo.
17.
La tua
dottrina e la tua predicazione mirino alle cose principali tralasciando le
piccole controversie e i piccoli doveri esteriori (?).
18.
Fai
attenzione alle forme, ma non essere legato a nessun metodo in maniera
assoluta.
19.
Parla del
soggetto che hai sul cuore senza preoccuparti di cosa dirai la prossima volta
perché Dio provvederà. Se lo conserverai fino alla volta successiva puzzerà come
la manna conservata.
20. Sii certo d’aver liberato con cura i
soggetti di cui parlerai, dai termini e dalle nozioni tecniche, altrimenti
saranno ghiacciati nella tua bocca e nelle orecchie
altrui.
21.
Non ci sia
deformazione nel volto, né soffiarsi il naso, né schiarirsi la voce, né
gesticolare grottesco, né pretesa di devozione, né gravità artificiale. Tali
cose ti farebbero sembrare un odioso fariseo.
22. Non curarti del fatto che le persone
ricevano la tua dottrina, ma piuttosto che essa e te stesso siate accettati dal
Signore.
23. Non pensare che nelle persone resterà il
tuo zelo e il tuo ardore. Vi resterà piuttosto la forza della ragione
spirituale, l’evidenza della Scrittura, il potere dello Spirito
Santo.
24. Non pensare che i tuoi ascoltatori possano
trarre da certe immagini lo stesso insegnamento che tu trai. È più facile essere
ammirati dagli altri che essere capiti.
25. Includi in ogni sermone qualche cosa che
spinga i poveri peccatori a venire a Cristo.
26. Guarda che i tuoi paragoni non siano
ridicoli e tuttavia non temere d’usare termini familiari.
27. Studia ogni Scrittura di cui parlerai,
evita d’inventare e non pretendere troppo da parte tua.
28. Libera le verità da ogni stravaganza e da
divagazioni inopportune.
Autore
ignoto.
(?) questo simbolo indica la mia perplessità
(nota di trascrittore).