PORNOGRAFIA

 

“La pornografia trasmette l’idea del diritto illimitato di poter soddisfare i propri desideri sessuali senza alcun rispetto per l’altro”.

 

Stavo appunto passando dello spray nero su un grandissimo cartellone pubblicitario pornografico accanto a casa nostra, quando da lontano sentii un gruppo di uomini che mi prendevano in giro, facevano insinuazioni ed erano addirittura irritati. Ma proprio quando arrivarono alla mia altezza, l’unica donna del gruppo prese la parola. Disse che la mia azione era ammirevole e che avrebbe voluto più gente così coraggiosa. Infine mi ringraziò per quel contributo alla salvaguardia dei diritti della donna.

I suoi accompagnatori maschili, che fino a poco prima erano stati tanto loquaci, non dissero più una parola…

 

La pornografia diventa di giorno in giorno più «normale» nella nostra società.

Da molto tempo non si limita a dei giornalini speciali passati sottobanco.

È ormai quasi impossibile andare a fare la spesa senza essere esposti alla pornografia, anche se la si rifiuta totalmente.

Tutto un ramo dell’industria ne vive.

Secondo Reiner Godtel, il fatturato annuo di materiale pornografico nell’ex Germania occidentale nel 1991 era di 1,1 miliardo di marchi. Inoltre 20000 persone vivono della produzione e del mercato di materiale pornografico.

 

Gesù e la Bibbia hanno qualcosa da dire su questo argomento?

Gesù disse una volta, nel discorso sulla montagna: «Ma Io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore» (Matteo 5:28).

Con ciò in realtà non dice nulla di nuovo, ma ricorda semplicemente l’ultimo dei dieci comandamenti: «Non desiderare la donna d’altri» (Esodo 20:17).

La dignità della donna viene salvaguardata nell’Antico e nel Nuovo Testamento non solo riguardo all’azione, ma anche riguardo ai pensieri.

Ciò diventa particolarmente attuale al giorno d’oggi, in cui il desiderio della donna d’altri viene coltivato e diventa l’obiettivo dichiarato. Le immagini trasmettono l’idea del diritto illimitato a soddisfare i propri desideri sessuali senza riguardo di sorta.

La pornografia più cruda è uno stimolo alla violenza sessuale a livello pratico. Questo è un fatto riconosciuto persino dalle femministe. In un suo libro pubblicato recentemente, intitolato «PorNo», Alice Schwarz afferma che la pornografia rappresenta il primo passo verso la violenza sessuale.

 

Nel libro dei Proverbi, nell’Antico Testamento, il saggio autore scrive a proposito della donna d’altri: «Non desiderare in cuor tuo la sua bellezza…» (Proverbi 6:25).

Il desiderio sessuale rivolto ad una donna che non sia la propria moglie, la deruba della sua dignità.

 

Anche il decimo comandamento ha questo significato: il desiderio della donna d’altri è un furto perpetrato contro il prossimo e deruba la donna della sua dignità.

Desiderare una donna ingiustamente è la peggior forma di furto, anche se oggi quasi tutti vi sono portati attraverso la pornografia pubblica.

Tutta una serie di buoni motivi può farci capire perché la dignità della donna, e della persona in genere, venga calpestata dalla pornografia.

Mosè e Gesù non hanno perso nulla della loro attualità riguardo a tale problematica, che ha un influsso sia sul singolo che su tutta la società.

Forse l’uno o l’altro degli argomenti può diventare oggetto di dialogo con qualcuno.

 

·     La pornografia toglie dignità alla donna e la degrada ad un oggetto acquisibile. Influenza l’atteggiamento degli uomini nei confronti delle donne e deruba le donne del diritto elementare di essere considerate umane. La pornografia costringe la donna ad adattarsi ad un certo ideale per piacere agli uomini e limita la loro libertà di essere così come loro stesse desiderano e si sentono.

 

·     La pornografia crea una doppia morale. La maggior parte degli uomini, infatti, sicuramente non sarebbe d’accordo nel dover applicare a se stessi lo stesso metro di perfezione che viene applicato alle donne nella pornografia.

 

·     La pornografia distrugge il rispetto di sé della donna. Eleva il corpo giovanile all’ideale da raggiungere e porta quindi ad un disprezzo totale delle persone anziane o portatrici di handicap. La pornografia disprezza gli anziani e gli handicappati, gli obesi e i pochi attraenti. Disprezza altre culture e stili di vita ed eleva la porno-cultura a metro assoluto. Nessuno riesce a rimanere completamente libero dalla sua influenza. Gente di tutto il mondo e di culture non occidentali vengono costrette da essa ad accettare una cultura unitaria.

 

·     La pornografia carica i bambini di problemi che questi non riescono ad elaborare né consciamente né inconsciamente. Essi vengono condizionati da un ideale che li rende incapaci di affrontare in futuro la «cruda» realtà.

 

·     La pornografia distrugge la comunione fra uomo e donna perché le «donne ideali», quali segrete concorrenti, invadono la loro unione. Molte coppie non sono più in grado di godere di una sessualità senza pornografia. Molte donne tollerano che il proprio marito faccia uso di materiale pornografico soltanto per evitare di essere tradite o lasciate. La pornografia rende il corpo della persona l’elemento predominante e distrugge così tutti i valori interiori e le relazioni intime. Il valore della persona viene giudicato in base al suo aspetto.

 

·     La pornografia, ormai onnipresente, costringe alla partecipazione anche tutti quelli che la rifiutano. In questo modo impedisce all’uomo di fare una libera scelta pro o contro la pornografia e pro o contro gli atteggiamenti e i valori inconsci che essa trasmette. La sessualità viene spersonalizzata. Il partner non è più una persona amata, ma una bellezza di massa anonima, morta e in vendita. Il valore della persona viene così giudicato in base ad un fattore che essa non può influenzare. Chi può infatti scegliere il proprio aspetto o la propria età?

 

·     La pornografia continua ad occupare i pensieri delle persone, che in seguito rimpiangeranno decisioni prese sotto il suo influsso. Questo processo inizia con la pubblicità a cui siamo esposti tutti i giorni, che sarebbe molto meno efficace senza l’influsso deleterio della pornografia, e finisce con la distruzione di rapporti di coppia adulti.

 

La pornografia è quindi soltanto il primo passo verso il mondo della droga della sessualità «libera», che nega ogni responsabilità per le proprie azioni.

La pornografia trasmette l’idea del diritto illimitato di poter soddisfare i propri desideri sessuali senza alcun rispetto per l’altro.

La violenza sessuale e la pedofilia sono soltanto due esempi di una sessualità che eleva il proprio istinto a metro di misura di ogni cosa.

 

 

Th. Schrrmacher

 

Tratto da «ETHOS»  aprile 1998