Ero
un ultrà!
Fuori
dal pantano
La mia vita era rabbia, odio, ribellione
TUMULTI
Amavo il terrore e gli
scontri violenti, volevo impormi con i pugni, nella strada mi sentivo a casa
mia, nel gruppo ero a mio agio.
E allora cosa cercavo?
L’accettazione, il
riconoscimento da parte dei miei compagni.
Nella mia famiglia non
avevo conosciuto amore.
Mio padre beveva e così
i miei genitori spesso litigavano, ed infine
divorziarono.
Mi rimase un terribile
vuoto dentro, la mia vita era rovinata, ne ero consapevole
e cresceva in me il bisogno d’affetto.
C’era forse qualcosa per cui valesse la pena di vivere?
IL CALCIO
Era per me una grande attività: sì, il calcio mi aveva conquistato, per il
calcio avrei dato tutto.
Divenni così un ultrà.
In
viaggio ogni fine settimana, scontri violenti per le strade, zuffe con la
polizia, pestaggi con i tifosi delle squadre avversarie.
Ci andavamo giù forte,
botte da orbi.
Rubavamo e
saccheggiavamo i negozi.
E gli stranieri?
Non avevano motivo di
stare allegri.
E i punks?
Quelli venivano “fatti
a pezzi”.
Ovunque
esplodeva la violenza, durante la Coppa dei Campioni o gli incontri di
campionato in Germania e all’estero.
Pazzesco!
...e
nonostante tutto io cercavo sempre affetto, comprensione, amore, ma il mio
comportamento era proprio l’opposto. La mia vita era rabbia, odio e ribellione ; in apparenza ero un “duro”, ma dentro di me ero un
insicuro, pieno di paure e di ansie.
Forse per questo
bevevo?
Entrai anche nel giro
delle droghe.
Giunsi a svaligiare
negozi e persino una chiesa: nulla mi spaventava più.
Poi un giorno,
rovistando in una roulotte e non trovando nulla da portare via, arrivai a darle fuoco fino a bruciarla completamente.
Seguirono altri furti,
e infine venni arrestato.
In seguito mi fu anche
proibito l’ingresso allo stadio.
Poi i debiti, debiti e
ancora debiti da pagare... cosa fare?
Procurarsi denaro
illegalmente?
Funzionò!
Ma ero giunto in fondo
e mia madre si ammalò per i dispiaceri che le avevo
procurato.
Di colpo sentii
disgusto per la mia vita. Pensai allora che forse
una moglie avrebbe potuto essere la risposta che cercavo. Presto, però, realizzai che nessuna donna sarebbe riuscita a strapparmi
dal pantano della mia esistenza.
LIBERO!
Ma ecco che avvenne qualcosa di straordinario.
Un mattino un amico mi
disse: “L’ho trovato! Quello che
cerchiamo si chiama Gesù. Lui ha cambiato la mia vita, ha pagato il mio debito, mi ha perdonato; mi sento come nato di nuovo”.
In
effetti non era più la stessa persona: era completamente cambiato.
Nei suoi occhi si
leggevano una pace e una gioia che sino a quel momento non avevo
mai conosciuto.
Nel giro di qualche
giorno aveva abbandonato la droga, non beveva più e aveva
gettato le sigarette nella spazzatura. Mi raccontò molte cose riguardo Gesù e la
Bibbia. Mi sconvolgeva, non riuscivo a comprendere più
nulla. Ma una cosa capii: il mio amico stava pregando
per me.
Alla fine diedi la mia vita a Gesù ricevendo da Lui il perdono dei
miei peccati.
Ecco il miracolo:
anch’io sono libero.., libero dalle droghe,
dall’alcool, dall’odio e da tutti i legami col mondo delle tenebre. Dio mi ha
graziato con la Sua pace e il Suo amore.
Nel frattempo mi sono
sposato e Dio ci ha donato un figlio e una vita sotto la Sua mano amorosa.
Un sogno è divenuto
realtà e questo sogno può realizzarsi anche per te.
Michele
Tratto
da «TRAGUARDO» marzo
2002