Ebrei 9:1-28; 10:1-39
9:1 Certo anche il primo patto aveva norme per il
culto e un santuario terreno.
2 Infatti fu preparato un primo tabernacolo, nel
quale si trovavano il candeliere, la tavola e i pani della presentazione.
Questo si chiamava il luogo santo.
3 Dietro la seconda cortina c'era il tabernacolo,
detto il luogo santissimo.
4 Conteneva un incensiere d'oro, l'arca del patto
tutta ricoperta d'oro, nella quale c'erano un vaso d'oro contenente la manna,
la verga di Aaronne che era fiorita e le tavole del patto.
5 E sopra l'arca c'erano i cherubini della gloria
che coprivano con le ali il propiziatorio. Di queste cose non possiamo parlare
ora dettagliatamente.
6 Questa dunque è la disposizione dei locali. I
sacerdoti entrano bensì continuamente nel primo tabernacolo per compiervi gli
atti del culto;
7 ma nel secondo, non entra che il sommo sacerdote
una sola volta all'anno, non senza sangue, che egli offre per sé stesso e per i
peccati del popolo.
8 Lo Spirito Santo voleva con questo significare
che la via al santuario non era ancora manifestata finché restava ancora in
piedi il primo tabernacolo.
9 Questo è una figura per il tempo presente. I doni
e i sacrifici offerti secondo quel sistema non possono, quanto alla coscienza,
rendere perfetto colui che offre il culto,
10 perché si tratta solo di cibi, di bevande e di
varie abluzioni, insomma, di regole carnali imposte fino al tempo di una loro
riforma.
11 Ma venuto Cristo, sommo sacerdote dei futuri
beni, egli, attraverso un tabernacolo più grande e più perfetto, non fatto da
mano d'uomo, cioè, non di questa creazione,
12 è entrato una volta per sempre nel luogo
santissimo, non con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue.
Così ci ha acquistato una redenzione eterna.
13 Infatti, se il sangue di capri, di tori e la
cenere di una giovenca sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano,
in modo da procurar la purezza della carne,
14 quanto più il sangue di Cristo, che mediante lo
Spirito eterno offrì sé stesso puro di ogni colpa a Dio, purificherà la nostra
coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente!
15 Per questo egli è mediatore di un nuovo patto.
La sua morte è avvenuta per redimere dalle trasgressioni commesse sotto il
primo patto, affinché i chiamati ricevano l'eterna eredità promessa.
16 Infatti, dove c'è un testamento, bisogna che sia
accertata la morte del testatore.
17 Un testamento, infatti, è valido quando è
avvenuta la morte, poiché rimane senza effetto finché il testatore vive.
18 Per questo neanche il primo patto fu inaugurato
senza sangue.
19 Infatti, quando tutti i comandamenti furono
secondo la legge proclamati da Mosè a tutto il popolo, egli prese il sangue dei
vitelli e dei capri con acqua, lana scarlatta e issopo, asperse il libro stesso
e tutto il popolo,
20 e disse: «Questo è il sangue del patto che Dio
ha ordinato per voi».
21 Asperse di sangue anche il tabernacolo e tutti
gli arredi del culto.
22 Secondo la legge, quasi ogni cosa è purificata
con sangue; e, senza spargimento di sangue, non c'è perdono.
23 Era dunque necessario che i simboli delle realtà
celesti fossero purificati con questi mezzi. Ma le cose celesti stesse dovevano
essere purificate con sacrifici più eccellenti di questi.
24 Infatti Cristo non è entrato in un luogo
santissimo fatto da mano d'uomo, figura del vero; ma nel cielo stesso, per
comparire ora alla presenza di Dio per noi;
25 non per offrire sé stesso più volte, come il
sommo sacerdote, che entra ogni anno nel luogo santissimo con sangue non suo.
26 In questo caso, egli avrebbe dovuto soffrire più
volte dalla creazione del mondo; ma ora, una volta sola, alla fine dei secoli,
è stato manifestato per annullare il peccato con il suo sacrificio.
27 Come è stabilito che gli uomini muoiano una
volta sola, dopo di che viene il giudizio,
28 così anche Cristo, dopo essere stato offerto una
volta sola per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza
peccato, a coloro che lo aspettano per la loro salvezza.
10:1 La legge, infatti, possiede solo un'ombra dei
beni futuri, non la realtà stessa delle cose. Perciò con quei sacrifici, che
sono offerti continuamente, anno dopo anno, essa non può rendere perfetti
coloro che si avvicinano a Dio.
2 Altrimenti non si sarebbe forse cessato di
offrirli, se coloro che rendono il culto, una volta purificati, avessero
sentito la loro coscienza sgravata dai peccati?
3 Invece in quei sacrifici viene rinnovato ogni
anno il ricordo dei peccati;
Ebrei 10:4 perché è impossibile che il sangue di
tori e di capri tolga i peccati.
5 Ecco perché Cristo, entrando nel mondo, disse:
«Tu non hai voluto né sacrificio né offerta
ma mi hai preparato un corpo;
6 non hai gradito né olocausti né sacrifici per
il peccato.
7 Allora ho detto: "Ecco, vengo"
(nel rotolo del libro è scritto di me)
"per fare, o Dio, la tua volontà"».
8 Dopo aver detto:
«Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici, né
offerte,
né olocausti, né sacrifici per il peccato»
(che sono offerti secondo la legge),
9 aggiunge poi:
«Ecco, vengo per fare la tua volontà».
Così, egli abolisce il primo per stabilire il secondo.
10 In virtù di questa «volontà» noi siamo stati
santificati, mediante l'offerta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per
sempre.
11 Mentre ogni sacerdote sta in piedi ogni giorno a
svolgere il suo servizio e offrire ripetutamente gli stessi sacrifici che non
possono mai togliere i peccati,
12 Gesù, dopo aver offerto un unico sacrificio per
i peccati, e per sempre, si è seduto alla destra di Dio,
13 e aspetta soltanto che i suoi nemici siano posti
come sgabello dei suoi piedi.
14 Infatti con un'unica offerta egli ha reso perfetti
per sempre quelli che sono santificati.
15 Anche lo Spirito Santo ce ne rende
testimonianza. Infatti, dopo aver detto:
16 «Questo è il patto che farò con loro
dopo quei giorni, dice il Signore,
metterò le mie leggi nei loro cuori
e le scriverò nelle loro menti»,
egli aggiunge:
17 «Non mi ricorderò più dei loro peccati e
delle loro iniquità».
18 Ora, dove c'e perdono di queste cose, non c'è
più bisogno di offerta per il peccato.
19 Avendo dunque, fratelli, libertà di entrare nel
luogo santissimo per mezzo del sangue di Gesù,
20 per quella via nuova e vivente che egli ha
inaugurata per noi attraverso la cortina, vale a dire la sua carne,
21 e avendo noi un grande sacerdote sopra la casa
di Dio,
22 avviciniamoci con cuore sincero e con piena
certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell'aspersione che li purifica da
una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura.
23 Manteniamo ferma la confessione della nostra
speranza, senza vacillare; perché fedele è colui che ha fatto le promesse.
24 Facciamo attenzione gli uni agli altri per
stimolarci all'amore e alle buone opere,
25 non abbandonando la nostra comune adunanza come
alcuni sono soliti fare, ma esortandoci a vicenda; tanto più che vedete
avvicinarsi il giorno.
26 Infatti, se pecchiamo volontariamente dopo aver
ricevuto la conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i
peccati;
27 ma una terribile attesa del giudizio e l'ardore
di un fuoco che divorerà i ribelli.
28 Chi trasgredisce la legge di Mosè viene messo a
morte senza pietà sulla parola di due o tre testimoni.
29 Di quale peggior castigo, a vostro parere, sarà
giudicato degno colui che avrà calpestato il Figlio di Dio e avrà considerato
profano il sangue del patto con il quale è stato santificato e avrà disprezzato
lo Spirito della grazia?
30 Noi conosciamo, infatti, colui che ha detto:
«A me appartiene la vendetta! Io darò la retribuzione!»
E ancora:
«Il Signore giudicherà il suo popolo».
31 È terribile cadere nelle mani del Dio vivente.
32 Ma ricordatevi di quei primi giorni, in cui,
dopo essere stati illuminati, voi avete dovuto sostenere una lotta lunga e
dolorosa:
33 talvolta esposti agli oltraggi e alle
vessazioni; altre volte facendovi solidali con quelli che erano trattati in
questo modo.
34 Infatti, voi simpatizzaste con i carcerati e
accettaste con gioia la ruberia dei vostri beni, sapendo di possedere una
ricchezza migliore e duratura.
35 Non abbandonate la vostra franchezza che ha una
grande ricompensa!
36 Infatti avete bisogno di costanza, affinché,
fatta la volontà di Dio, otteniate quello che vi è stato promesso. Perché:
37 «Ancora un brevissimo tempo e colui che deve
venire verrà e non tarderà;
38 ma il mio giusto vivrà per fede; e se si tira
indietro, l'anima mia non lo gradisce».
39 Ora, noi non siamo di quelli che si tirano
indietro a loro perdizione, ma di quelli che hanno fede per ottenere la vita.